Fibromialgia

Un approccio multidisciplinare

Speranza

Con la mia associazione Fibromialgici Libellula Libera “APS” siamo invitati all’evento del 18 gennaio 2020 presso l’Auditorium Spadolini, in Via Cavour 4, Firenze dalle 09:30 alle 13:30.

La mia relazione sarà incentrata sul ruolo delle associazioni nel supporto ai pazienti fibromialgici

La fibromialgia o sindrome fibromialgica è una malattia cronica che provoca dolore
diffuso, astenia (ovvero indebolimento e stanchezza ingiustificate da uno sforzo fisico) e
rigidità muscolare.
Quasi sconosciuta fino a pochi anni fa, la fibromialgia è stata oggetto di numerosi studi
che hanno apportato nuove conoscenze, anche da un punto di vista epidemiologico.

Vi aspettiamo numerosi.

Quel primo giorno, 6 settembre 2018

Quanta emozione quel giorno… 6 settembre 2018

Tipi di Emozioni

Sono passati quasi quattro anni da quando fui portata al pronto soccorso per una serie di parestesie alle gambe che mi impedivano di camminare, io non avvertivo più alcuna sensibilità dal bacino in giù. Tutto ebbe inizio così, poi, dopo 9 lunghi mesi di indagini, la diagnosi: fibromialgia. Da quel giorno, non vi nascondo che ho attraversato momenti molto difficili, stati di ansia e depressione che peggioravano la mia situazione; era difficile per me accettare quella condizione. Un stato di perenne dolore, intenso, lancinante che incendia il tuo corpo e che a volte, toglie il respiro. Dovevo però reagire a tutto questo. Non potevo starmene sempre seduta e piangermi addosso, non avrei risolto nulla così, anzi avrei sicuramente peggiorato una situazione già particolarmente difficile e dolorosa. Mi sono così data da fare. Ho fatto di tutto per documentarmi sulla “bestia” così definisco la Fibromialgia, ho successivamente partecipato a diversi incontri organizzati da associazioni, mi sono occupata nella mia amministrazione, (essendo io anche sindacalista) di tutte le problematiche legate alle difficoltà lavorative che noi fibromialgiche incontriamo negli ambienti di lavoro.

Purtroppo la Fibromialgia non essendo una malattia riconosciuta ed inserita nei LEA non viene presa in considerazione negli ambienti di lavoro, noi non ESISTIAMO per il SSN di conseguenza non possiamo chiedere comprensione ai datori di lavoro anzi, se ci proviamo chiedendo un semplice aiuto per anche una cambio di mansioni, spesso non ci viene concesso perché appunto, la fibromialgia è una sindrome NON riconosciuta.
Nelle mie ricerche mi sono imbattuta nei gruppi di auto aiuto. Ne ho studiato le origini, la storia ed è nata in me una voglia di realizzare un gruppo di auto aiuto per le fibromialgiche; l’idea è scaturita perché notavo nei vari incontri ai quali partecipavo che tra noi fibromialgiche si instaurava nell’immediatezza un gruppo di ascolto spontaneo.

Eravamo tutte desiderose di un confronto, di uno scambio di opinioni sulle giuste terapie, ci confrontavamo persino sul cibo che mangiavamo, insomma, un raffronto su tutto quello che erano le nostre difficoltà quotidiane. Mi metto quindi alla ricerca dei corsi e mi imbatto nel Coordinamento Toscano dei gruppi di auto aiuto.

Mi informo, confesso loro già dal primo giorno, il mio desiderio di realizzare un gruppo per le fibromialgiche.
FINALMENTE! Non mi sembrava vero, stavo realizzando qualcosa in cui credevo moltissimo e
che forse, un giorno si sarebbe potuto realizzare. Sono fortunata, perché al Coordinamento trovo
una vera “famiglia” un gruppo di operatori seri e preparati; mi sentivo vicinissimo a loro per la passione che mettevano in quello che facevano.

La referente scientifica del Coordinamento, al secondo incontro mi comunicò che mi avrebbe dato
una mano nella realizzazione di questo sogno.
Dopo la formazione, la preparazione e le consulenze per i gruppi da creare e da formare, il mio
sogno si avvicinava sempre di più.
Il 12 maggio del 2018 ( in occasione della giornata mondiale della Fibromialgia, ho voluto
personalmente questa data) nasce il mio gruppo: Fibromialgia: affrontiamola Insieme. Sono al
settimo cielo nonostante Francesca Gori, la referente scientifica che si è affiancata a me in tutto questo percorso, mi ripeteva sempre: “Rosaria, non è finita, siamo solo all’inizio”.

Il 6 settembre 2018, il primo giorno del mio gruppo di auto aiuto.
Credetemi, non sto esagerando, ero così tanto felice quasi come quando nacque il mio primo ed
unico figlio. Emozionata all’ennesima potenza, ero elettrizzata ma allo stesso tempo serena, sembra un paradosso ma è così. Avevo raggiunto uno scopo, quello scopo… quell’obiettivo che al principio era solo un sogno, si era finalmente realizzato.

Affluenza inaspettata, si sono presentate il doppio delle persone di quelle che mi avevano dato la loro certa presenza.
Erano raddoppiate a ragione di un bisogno di risposte e di voglia di sapere sull’argomento.
Avevo preparato tutto, il discorso iniziale, la presentazione, tutto ma… appena iniziato non ho più seguito la scaletta che avevo preparato. Ho proseguito ininterrottamente.
Il primo giorno di scuola ve lo ricordate un po’ tutti credo, ecco quello è stato per me come il primo giorno di scuola. Il cuore che batte, emozionata elettrizzata: assorta sulla tematica, non dovevo perdere la concentrazione…

Quel mio sogno di realizzare un gruppo di auto aiuto per:

Favorire lo scambio di esperienze tra persone che condividono la stessa problematica o
condizione e per trasformare il disagio in risorsa;

Dare l’opportunità di incontrarsi in un luogo dove poter essere ascoltati e ascoltarsi senza
giudizi, in un clima armonioso;

Di favorire una socializzazione e offrire l’occasione di scoprire le nostre risorse interiori per poter affrontare i nostri disagi con forza e l’atteggiamento positivo;

Aprire le porte a tutti coloro che intendono mettere in comune la loro esperienza, difficoltà
e risorse, si era finalmente realizzato.

Questo è accaduto il 6 settembre 2018 alle ore 18:00 presso le Baracche Verdi in via degli Aceri 1 a Firenze in Zona Isolotto e spero vivamente, sinceramente e seriamente che questo cammino segua ancora per tanto tempo con la stessa forza, lo stesso entusiasmo con il quale è cominciato.

Voglio ringraziare TUTTI, tutti quelli che mi hanno aiutata nella realizzazione di questo sogno, in primis, Francesca Gori che ha creduto in me e nel mio sogno.

Grazie Francesca Gori e grazie al Coordinamento Toscano dei gruppi di auto aiuto.
Rosaria Mastronardo

Il sogno continua

Altra lettera

Questo documento è relativo ad una mia intervista a Lorenza Saini, giornalista dell’AISD. Onoratissima di avermi dato questa possibilità. L’intervista abbraccia tutti gli anni della mia malattia, del mio dolore e del mio combattare nonostante la malattia, per essere creduta, per essere ascoltata dalle istituzioni con affanno e tante, tantintissime difficoltà.

A questo link, il file dell’intervista: https://www.fondazioneprocacci.org/images/PDF/ILMIODOLORE_1-3_2018_rid.pdf

Il mio dolore

Le Baracche Verdi – Firenze – Zona Isolotto

La sede del Gruppo di Auto Aiuto

Fibromialgia: Affrontiamola Insieme

Uno degli ingressi alla nostra stanza

In occasione della Giornata Mondiale della Fibromialgia che si è svolta il 12 maggio 2018, il Coordinamento Toscano dei Gruppi di Auto Aiuto ha annunciato la nascita di un nuovo gruppo di Auto Aiuto per la Fibromialgia: “Fibromialgia: Affrontiamola Insieme” è nato grazie alla collaborazione attiva del Quartiere 4 e sarà attivo a partire da settembre 2018.

Un’iniziativa nata dal basso – spiega il presidente del Quartiere 4, grazie ad una cittadina che ci ha fatto conoscere questa particolare patologia. Come quartiere l’abbiamo aiutata, come sempre, a fare rete ed a trovare una soluzione per la costituzione di questo gruppo di Auto Aiuto ed abbiamo individuato insieme una sede, presso le “Baracche Verdi” dell’Isolotto, storica sede della Comunità dell’Isolotto in via degli Aceri, di proprietà del Comune di Firenze e che ospiterà questo gruppo dal prossimo 6 settembre 2018 alle 18,30. Inizialmente gli incontri saranno mensili ma potranno diventare settimanali. Anche su questioni socio sanitarie come questa – conclude il presidente Mirko Dormentoni – si costruisce una comunità in cui la partecipazione dei cittadini è sempre importante ed efficace”.

Come ha sottolineato Francesca Gori, referente del comitato tecnico scientifico del coordinamento toscano dei gruppi di Auto Aiuto, quello fiorentino che avrà sede al Quartiere 4 è il primo ad occuparsi della fibromialgia a livello regionale.

La Fibromialgia è una sindrome complessa che colpisce il circa 4% della popolazione, circa 2 milioni di persone in Italia. Da fonte Medical News si evince che ad essere colpite sono in prevalenza le donne, anche se recenti studi, hanno dimostrato un forte aumento anche nei maschi e adolescenti e bambini.

La malattia è caratterizzata da dolore cronico diffuso, fluttuante e migrante che interessa muscoli, tendini e legamenti, associato a rigidità, astenia (calo di forza con affaticabilità), insonnia o disturbi del sonno, alterazioni della sensibilità (come eccessiva percezione degli stimoli) e calo dei livelli di serotonina, con possibili disturbi d’ansia e depressivi.

Tali sintomi hanno significative ripercussioni sulla qualità di vita delle persone che ne sono affette, a livello relazionale, sociale e lavorativo.

La complessa manifestazione clinica e l’incertezza circa l’eziopatogenesi di questa sindrome la rendono oggetto di dibattito e ne evidenziano le criticità in termini di intervento, portando il malato fibromialgico a vivere in una situazione di incomprensione e talvolta di isolamento.

Sebbene l’O.M.S abbia riconosciuto già dal 1992 l’esistenza della Fibromialgia e nonostante anche altre organizzazioni mediche di carattere internazionale l’abbiano considerata una malattia cronica, solo una parte dei Paesi europei ha condiviso questa posizione e tra questi non figura l’Italia.

Tuttavia, in questi ultimi anni l’interesse per la sindrome fibromialgica sta aumentando progressivamente grazie a una maggior presa di coscienza medica dell’esistenza di tale sindrome, alla presenza di associazioni di malati che rivendicano una loro identità, e ad una maggiore attenzione da parte dei mezzi di comunicazione nei confronti della malattia e di chi ne è affetto.

Da qui l’importanza di dar voce alla sofferenza dei malati di Fibromialgia, attraverso un gruppo di Auto Aiuto, che possa restituire loro potere e autonomia nella gestione e nella condivisione del proprio disagio in un clima di accoglienza, ascolto ed empatia, e che possa creare una rete di supporto per i malati di Fibromialgia, complementare a quella dei servizi sanitari e delle istituzioni, al fine di migliorarne significativamente la qualità di vita. Il gruppo di Auto Aiuto “Fibromialgia: Affrontiamola insieme” del Quartiere 4, ma aperto a tutta la cittadinanza fiorentina, avrà come facilitatrice Rosaria Mastronardo, da anni affetta da questa malattia.

Dottoressa Francesca Gori Referente Scientifica del Coordinamento Toscano

La Fibromialgia, è una malattia ambientale?

Sala Consiliare Quartiere 4 Firenze

Il mio intervento all’evento

Il mio primo evento – Locandina – Discorso e tanta emozione.

Locandina Evento 26 10 2019

Ho pochi minuti a mia disposizione e in così poco tempo non potrò essere esaustiva sui contenuti di questo evento e sull’elencazione di ciò che ho realizzato in questi anni per cercare di dare aiuto ai malati fibromialgici, quindi, per non dimenticare nulla e dire le cose più importanti ho deciso di leggere quanto mi sono preparata per questa giornata per me importantissima.

Prima di tutto, un grazie a tutti coloro che sono intervenuti.

Mi chiamo Rosaria Mastronardo, sono fibromialgica e spasmofiliaca da quasi 4 anni.
Sono una paziente e non un medico, quindi non parlerò di fibromialgia, lo lascio fare alle persone qualificate qui presenti che parleranno più in dettaglio della sindrome e di tanto altro, mentre io mi limiterò a presentarmi ed a raccontare brevemente quello che è stato per me essere colpita dalla fibromialgia, vi racconterò la mia reazione e quello che ho già fatto e faccio tutt’ora per sensibilizzare le istituzioni ed i malati su questa malattia, sia nella mia città che in altre zone.
Comincio con il raccontarvi quello che sento di questa “bestia”…. è così che l’ho chiamata.
È un dolore che non ti lascia mai. È un dolore bruciante, lancinante, a fitte, come qualcosa che morde, che strappa, che disturba in continuazione, notte e giorno. Questo dolore non ha pause, lo senti sempre, sono gli altri che non lo vedono. Non lo vedono i tuoi familiari, i tuoi amici, i tuoi colleghi, i tuoi superiori, spesso anche il tuo medico. Questo è il problema ed è la cosa più difficile da superare. L’incredulità, l’indifferenza conseguente. Nonostante ci siano personaggi che millantano l’esistenza di una cura miracolosa che fa cessare il dolore e fa guarire, questa malattia non ha cure che permettano la completa guarigione, ma solo piccoli miglioramenti, spesso momentanei, con una serie di farmaci e/o attività fisiche mirate e/o una buona alimentazione o altro.
Cos’è l’altro? L’altro è quello che faccio io. Quello che mi sono imposta di fare io.
Dopo aver preso consapevolezza della malattia ho deciso che dovevo far qualcosa di più che rassegnarmi ad imbottirmi di farmaci, fare la giusta attività fisica e tutto quello che i medici mi consigliavano, ed è per questo che ho voluto fortemente creare un gruppo di auto-aiuto. Ispirandomi al principio dell’essere aiutata aiutando gli altri, che è diventato il mio motto, ed è per me lo spirito, l’essenza dei gruppi di auto aiuto.
Mi sono formata presso il “Coordinamento Toscano dei Gruppi di Auto Aiuto” e il 6 settembre del 2018 è finalmente nato il gruppo di auto aiuto “Fibromialgia: Affrontiamola Insieme”. Il gruppo ha avuto un discreto successo, siamo già al secondo anno e tante donne, attraverso il passa-parola, si sono presentate per condividere insieme il dolore fibromialgico, le nostre esperienze con la famiglia, il lavoro, l’amore, la società, tutto. Non è stato facile ma ho creduto in quello che volevo fare e sono andata avanti come un carrarmato, il gruppo c’è, è solido, c’è in esso una magia racchiusa in quel cerchio, in quel giovedì…. quando ci riuniamo quella magia la sento, la percepisco, non è sempre uguale quel giovedì ma, ci siamo sempre, e spero che di gruppi come quello che ho voluto spuntino come funghi dopo la pioggia.

Credo nell’auto-aiuto, credo che se condividiamo le nostre esperienze sia esso un dolore, un lutto una dipendenza si possa affrontare meglio il proprio dolore sia interiore che fisico. Tutto ciò è provato scientificamente, ma qui in Italia siamo molto più indietro rispetto ad altri paesi dove l’auto aiuto è molto, molto più sentito e seguito come tecnica terapeutica.
Il gruppo non guarisce, ma aiuta, aiuta tantissimo.
Quel motto “Posso farlo ma non da solo” rende l’idea di cosa rappresenta per me l’auto aiuto: un “Do ut des”, nel senso che diventa fisiologico uno scambio reciproco di aiuto.
Prima di intraprendere questo cammino ho avuto tante esperienze in altre associazioni che rappresentano i malati Fibromialgici impegnandomi su tanti fronti, ho divulgato, ho fatto “RETE” come si suol dire, su questa malattia, senza nessuna “GIACCA”, nel senso che rappresentavo TUTTI i malati e non solo quelli di “FIRENZE”, non solo quelli dell’associazione a cui appartenevo.
All’inizio di quest’anno ho scelto di diventare Referente per la Toscana dell’Associazione Fibromialgici “Libellula Libera” APS.
Sono da tempo Socia SIPS (Società Italiana Promozione Salute) per la Basilicata e collaboro con la presidente Filomena Lo Sasso e ho già all’attivo tre meeting, in cui ho portato la mia esperienza come facilitatrice del gruppo “Fibromialgia: Affrontiamola Insieme”.
Sono socia del Coordinamento Toscano dei Gruppi di Auto Aiuto, socia Cittadinanza Attiva Toscana e sono rappresentante della mia Associazione a due tavoli tecnici, sia per la Fibromialgia sia per la Sensibilità Chimica Multipla (MCS), collaborando anche con il Comitato Toscano MCS.
Ho tanto altro da fare e altro farò però vi dico, questo è un mio personale appello, non lo posso fare da sola. Mi occorre un aiuto, un piccolo aiuto da chi come me, per superare il proprio dolore, quel fortissimo dolore, si vuole mettere in gioco cercando di dare una mano a realizzare qualcosa di concreto per se stessa e per l’altro.
Alle Baracche Verdi, la sede del Gruppo, si è aperto, grazie al gruppo devo dire,
anche lo spazio per la fisioterapia olistica, per la riflessologia plantare, con noi del gruppo è nato anche qui nel quartiere un gruppo AFA per Fibromialgiche con la collaborazione della SDS di Firenze
E altro ancora si farà, perché si deve fare, si deve fare per non stare fermi a subire la malattia, è assolutamente necessario collaborare con le istituzioni affinché noi fibromialgiche, malate ancora invisibili per il nostro SSN veniamo riconosciute per quello che siamo realmente: siamo affette da un dolore cronico continuo e come tutti i malati cronici, vogliamo essere assistite degnamente, in tutti gli aspetti sanitari della vita privata e lavorativa.
Vorrei, per terminare, ringraziare tutti. Tutte le persone che hanno creduto in me e che credono tuttora in me, che mi sono state accanto sostenendomi
Sono tantissime: amici, parenti, conoscenti….
e per evitare di dimenticare qualcuno di questi non faccio nomi ma credetemi sono stati davvero tantissimi

UN GROSSO GRAZIE A TUTTI.

Auto Aiuto / Self-Help e Resilienza

La nascita ufficiale dei gruppi di Auto Aiuto risale al 1935, anno in cui nascono gli Alcolisti Anonimi, negli USA, quando un medico ed un agente di borsa scoprirono di poter rimanere sobri solo grazie all’aiuto e al sostegno reciproco. Tutto cominciò così, da una lunga conversazione telefonica tra due uomini che avevano in comune uno stesso problema, erano alcoldipendente.

Obiettivo principale del Gruppo era dunque aiutare i propri membri ad uscire dallo stato di dipendenza. Successivamente si sviluppò il concetto di self-help moderno, che verteva sulla responsabilità individuale per raggiungere un cambiamento della persona con tappe stabilite e ben precise per poi arrivare all’obiettivo finale, cioè alla totale sobrietà.

I gruppi di Self-Help si diffusero velocemente negli USA ed in Europa, applicando i loro principi non solo al problema dell’alcolismo, ma anche ad altre forme di dipendenza.

Successivamente, negli anni 70 i gruppi di Auto Aiuto ebbero un ulteriore sviluppo. Nascono molti gruppi di self-help organizzati con modalità diverse e rivolti alle molteplici tipologie del disagio presenti nella nostra Società.

Che cos’è l’Auto Aiuto?

Nel 1987 l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) lo definisce così:

Per auto aiuto si intendono tutte le azioni intraprese da persone comuni (non professionisti della salute) per mobilitare le risorse necessarie a promuovere, mantenere e ristabilire la salute degli individui e della comunità

Quel concetto “ristabilire la salute” è anch’esso importante. Perché?

Sempre l’OMS, (Organizzazione mondiale della sanità) definì il concetto di “Salute”nel 1946, “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia e di infermità”, modificato successivamente nel 1986 in “La salute consiste nell’occuparsi di sé e degli altri, vale a dire prendere decisioni ed essere padrone delle condizioni della propria esistenza, vegliando affinché la società crei le condizioni che permettono ad ognuno dei suoi membri di goderne”

In questo concetto, viene sottolineata la necessità di valorizzare e stimolare lo sviluppo delle capacità autonome dei soggetti nel far fronte alla salute, non solo della propria salute ma anche quella dell’altro.

Ecco quindi, come in questa società sempre più globalizzata dove la salute e la malattia sono diventati un affare scientifico e artificiale che non riguarda più l’uomo, dove il sistema sanitario e la medicina ufficiale hanno perso la prerogativa di curare, di promuovere la salute delle persone, in questo scenario, il concetto di Auto Aiuto, questo “inconsueto approccio” ad un metodo di auto cura, può divenire sempre più una risorsa importante e irrinunciabile per i cittadini, ma anche per le istituzioni.

In pratica quindi, i gruppi di Auto Aiuto sono costituiti da persone che sentono di avere un problema in comune e che si riuniscono per cercare di fare qualcosa per affrontarlo; questo qualcosa può essere un lutto, un disagio, una malattia una dipendenza, qualcosa che stando insieme, in cerchio e con poche pochissime regole si affronta meglio, si condivide, si rende l’altro partecipe di un qualcosa che potrebbe essere di aiuto, un supporto all’altro.

Nel cerchio, in gruppo, si schiude uno spazio dove tutti parlano la stessa lingua e, in senso non solo simbolico, lo spazio vuoto nel mezzo del cerchio dei partecipanti si mostra capace di accogliere l’espressione anche di quelle emozioni che a volte è difficile raccontare perfino a se stessi.

Il riconoscimento e l’accettazione della propria e altrui vulnerabilità si lega alla consapevolezza di essere al tempo stesso risorsa per gli altri e per l’intero gruppo, questo comporta un crescente senso di responsabilità e di appartenenza. La generosità con cui si offre sostegno ai componenti del gruppo difficilmente è paragonabile a quella che si è disposti a usare nei propri confronti e questa scoperta, quando viene sperimentata in prima persona, si traduce nel sentirsi di nuovo utili per gli altri.

Per me è magico quel cerchio, quello stare insieme alla pari. Un tempo, ricordate, ci si riuniva in cerchio per discutere, per danzare, per condividere. Quel cerchio di persone fa sì che nessuno è a capo della situazione ma tutti quelli nel gruppo sono chiamati alla propria individualità nel formare quel gruppo in cerchio, tutti si possono guardare negli occhi, tutti sono alla pari. Non ci sono scrivanie o tavoli che dividono le persone, il centro del cerchio è infatti di fondamentale importanza, rappresenta una guida, un punto di riferimento che non si deve perdere.

Per me un gruppo di Auto Aiuto, considerato il fatto che ho voluto fortemente un gruppo per la mia malattia, la Fibromialgia, è essere aiutata aiutando gli altri.

Dopo aver preso consapevolezza della malattia, decisi che dovevo far qualcosa di più che prendere farmaci, fare la giusta attività fisica e tutto quello che i medici mi consigliavano ed è per questo che ho voluto fortemente creare un gruppo di auto aiuto. Volevo essere aiutata aiutando gli altri, è questo lo spirito dei gruppi di auto aiuto. Come portatrice di una malattia cronica ed invalidante, mi sono messa in gioco, ti metti in discussione ti metti al pari dell’altro che è uguale a te con la tua malattia, e dai qualcosa di tuo in cambio di qualcosa dell’altro. quello di aiutare me aiutando l’altro nella mia stessa condizione.

E’ questo quello che penso dell’Auto Aiuto al di la della giusta definizione che l’OMS fece nell’anno 1987.

Credo anche che non è facile per tutti prendere consapevolezza di una condizione sia essa di malattia o di altro ma, alla luce di quello che è avvenuto dopo i primi giorni di incontro del gruppo oggi mi rendo conto che ho realizzato qualcosa di importante soprattutto per me ma non solo per me.

E’ doveroso affermare anche che, l’Auto-Aiuto non deve trasformarsi in un vincolo indissolubile,

creando un legame di dipendenza; è importante che le persone debbano poter fare progetti grazie alle potenzialità che offre il loro gruppo, ma debbano anche guardare al di là di questa esperienza, affinché la loro esperienza nel gruppo con l’Auto Aiuto costituisca uno “strumento per la vita” e non si cristallizzi in una “scelta per la vita”.

La resiliente

In psicologia, la resilienza è un concetto che indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

La persona resiliente è proprio quella che riesce a non farsi travolgere da eventi drammatici, luttuosi, ma che riesce a dare un senso a quanto accade e a trovare le risorse per andare avanti.

Le persone resilienti sono coloro che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti.

Personalmente credo che si possa essere un po tutti resilienti, basta crederci fermamente, prima in noi stessi e poi nella forza della condivisione dello stesso malessere dello stesso problema.

Solo così, penso possiamo raggiungere quegli obiettivi che all’inizio sembrano insormontabili ma se condivisi, ad esempio con un gruppo di Auto Aiuto, sono alla nostra portata.

Non è stato facile, non è facile ma ci dobbiamo provare per dire dopo ed io l’ho detto:

Nessuno ha detto che sarebbe stato facile. Hanno solo promesso che ne sarebbe valsa la pena

(Harvey Mackay)