Se non riesci nella tua routine quotidiana, non fartene una colpa.

Ci sono tante persone là fuori che si impegnano nel portare a termine una infinità di cose per essere o sentirsi al top. Le sentiamo anche elogiarsi in queste numerose cose che riescono a fare e magari hanno la presunzione di giudicare quelli che, nonostante ne abbiamo una disperata voglia, non ci riescono. I motivi a questi “super eroi” non importano, si limitano solo nel “puntare il dito” nei confronti di chi non è come loro, non si fanno nessuna domanda, non si soffermano a pensare ma solo a giudicare. A volte si assicurano di inserire nella loro vita, durante il giorno o un certo numero di volte alla settimana tante di quelle attività in più giurando sui benefici di questo regime di vita.

Ci sono poi, altrettante persone che sono costrette da una routine mattutina e notturna completamente più “soft” e si attengono rigorosamente ad essa perché non si possono permettere, per la loro condizione di salute di fare diversamente.

Queste persone, spesso, sono portatrice di malattie croniche, che non passano mai, vivono con te e dentro di te e allora dimmi tu “super eroe” cosa fai quando non sai come ti sentirai ogni giorno, quanta energia avrai quel giorno o con che tipo di sintomi dovrai lottare?

Per le persone con malattie croniche, “cercare di fare tutto il possibile per sentirsi anche solo un po’ meglio” è parte della nostra quotidianità. Va dalla dieta, agli esercizi fisici, alle terapie assistite, alle pause frequenti, alla meditazione e ai farmaci, è TUTTO questo spesso, nella stessa giornata.

Tuttavia, quando non esistono due giorni uguali a causa di sintomi di intensità variabili, spesso diventa impossibile fare tutto ciò che vogliamo fare, per non parlare delle cose che dobbiamo fare o che ci farebbero bene fare ogni giorno. Quindi questo significa che dobbiamo scegliere cosa realizzare, lasciando così il resto della nostra “lista” per il giorno successivo o abbandonandola completamente e andando avanti per poi riprovare un altro giorno.

Questo significa inoltre che per molti di noi, anche con le migliori intenzioni e determinazione, non siamo in grado di fare tutto quello che è nella nostra “lista” per la cura di noi stessi, figurarsi prendersi cura di chi sta accanto a noi.

Soffermatevi a pensare per qualche minuti alla fatica che facciamo solo per prenderci cura di noi stessi, mettete insieme a questo, il lavoro, se sei fortunata ed hai un lavoro, la famiglia, marito, figli e forse anche i nonni, gli amici e tutto quello che vi viene in mente, pensate che io possa essere come voi? Avete idea di quanti di noi si arrendono rinunciando ad esempio ad uscire con gli amici, oppure, disperati, rinunciare al proprio lavoro e/o ad un cambio di mansione perché non riusciamo più a fare le stesse cose come gli altri e se a questo aggiungi anche che, non vedi nulla di “invalidante” sul mio corpo, apparentemente sembriamo sani, ci pensante a questo miei “super eroi”?

Chiedere qualcosa di più a chi ha una malattia cronica è chiedere troppo. Non è realistico.

Sento che l’abitudine totalmente umana e naturale ma anche totalmente malsana di confrontare le nostre vite di malati cronici con quelle di altre persone è qualcosa di ingiusto.

Penso però che, ognuno fa il proprio “percorso” e il confronto non è da tener di conto. Non dobbiamo sentirci in colpa per non poter fare tante cose ma chiedersi cosa vogliamo realizzare e cosa siamo in grado di realizzare, questo basta e lasciamo andare il resto.

È una cosa facile da fare? No. È una lezione costante che dobbiamo ricordare a noi stessi, una pratica quotidiana per il resto della nostra vita? Assolutamente. È possibile arrivarci? Diavolo sì, lo è.

Quindi lasciate che vi incoraggi a lasciar andare ogni senso di colpa per non poter fare abbastanza.

Fare del nostro meglio è sufficiente e ricordatevi, puoi sempre riprendere le abitudini abbandonate e andare avanti quando sarai in grado di riprenderle nuovamente.

Non fartene una colpa. Essere affetti da una malattia cronica e per di più invisibile, non è una colpa.

Rosaria Mastronardo

Un pensiero su “Se non riesci nella tua routine quotidiana, non fartene una colpa.

  1. Cara Rosaria, conosco questa condizione, ho avuto in famiglia per troppo tempo un elemento del genere. Era brava solo lei, e io venivo criticata. Lei non si fermava un attimo, braccia e cervello le frullavano di continuo, una ne faceva è cento ne pensava, mi aveva ridotto a sentirmi in vergogna se necessitavo di prendermi un minuto di riposo. Ma alla fine si è palesato il suo problema, ed ora non nuoce più a nessuno

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