Il coraggio, la forza per chi vive con malattie croniche e autoimmuni.

Il mio coraggio, le mie paure

L’artista e scrittrice, Mary Anne Radmacher ha detto: “Il coraggio non sempre ruggisce. A volte il coraggio è la vocina alla fine della giornata che dice che ci riproverò domani

Perché un atto sia coraggioso, deve comportare dei rischi. Ma come si definisce il rischio quando sembra diverso per ogni persona?

Con le malattie croniche, il coraggio è ad esempio alzarsi dal letto la mattina. È partecipare a un evento sociale in cui sai che ci saranno tante persone, sai che vorranno parlare e sai che dovrai impegnarti in una conversazione su cose che probabilmente non ti interesseranno.

C’è paura. C’è il rischio. C’è una voce dentro la tua testa che dice: “Non puoi farlo. Non vuoi farlo. Non dovresti farlo. Non farlo. Non farlo. Non farlo.”

La paura è di non riuscire a tenere il passo. Tu sei stanca, sei esausta e sei un tipo che non può rimediare a queste condizioni con una buona notte di sonno. Hai paura di non essere all’altezza, sei anche orgogliosa e sai che tutto questo non lo puoi evitare per sempre.

Ci sono malattie croniche e autoimmuni simili nei sintomi, stanchezza, nebbia mentale, dolori e tanto altro che ti distruggono dentro e fuori e sei combattuta quando devi scegliere di andare o non andare a certi eventi, appuntamenti, incontri.

C’è una guerra dentro di te che ti continua a distruggerti, delle voci che ti ripetono: saresti dovuto andare, saresti dovuto andare. C’è qualcosa che ti dice: resisti e vai alla festa.

Quindi vai alla festa perché il senso di colpa autoindotto è un contendente peggiore della paura di essere socievole e dei dolori fisici che stai sopportando. Ti schiaffi un sorriso in faccia e conti alla rovescia i minuti prima di andartene. Rivedi velocemente dentro di te tutti i motivi per lasciare quel posto subito immediatamente. Cerchi di ricordare quale scusa hai usato l’ultima volta e preghi Dio che nessuno ti capisca.

Esci sentendoti un po vittoriosa, però. Hai superato le tue paure e sei riuscita a divertirti. Sei anche riuscita a rimanere più a lungo di quanto ti aspettassi.

Questa potrebbe non essere esattamente la definizione di “coraggio“, ma devi ammettere che sei orgogliosa di te stessa e dello sforzo che hai sostenuto.

Non ti sei mai buttata in un fiume impetuoso per salvare qualcuno dall’annegamento. Non sei una donna coraggiosa, lo eri una volta ma, oggi proprio no. Probabilmente non ti offrirai mai come volontaria per combattere in una guerra. Forse hai anche paura dei cani, quelli grossi. Io oggi ho paura anche di camminare e muovermi per dirla tutta.

Ma stamattina ti sei alzata dal letto quando il tuo corpo era come un sacco di mattoni e di muoverti era impensabile, impossibile. Hai messo un piede davanti all’altro perché sapevi che se avessi smesso di muoverti probabilmente non avresti mai cominciato. Sei piano piano uscita da questa condizione come tutte le sante mattine, tutti i giorni del mese tutti i giorni dell’anno e così avanti………per sempre e non importa quanto sia stato difficile. Hai combattuto contro quelle voci interiori viziose che cercavano di trattenerti. Ti sei messa in una situazione in cui sapevi che saresti stata a disagio, e tutto è andato bene. Oggi non hai vinto una battaglia ma la guerra, come tutti i giorni.

Rosaria Mastronardo

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